Gigantomachia - Atlas
Buon
debutto per i frusinati Gigantomachia, band death metal attiva dalla
primavera del 2015, uno di quei debutti che mi rende onorato di
promuovere una scena così piena di talenti come quella
dell'Underground italiano. Per
i meno informati cosa significa "Gigantomachia"?
(dal
greco: gigas gigante e makhē battaglia) è la lotta che i Giganti
ingaggiarono contro gli Dei dell'Olimpo, aizzati dalla loro madre Gea
e dai Titani. Per raggiungere la vetta dell'Olimpo i Giganti
dovettero mettere tre monti uno sopra l'altro, ma furono sconfitti e
cacciati sotto l'Etna.
I dodici dèi dell'Olimpo non vinsero grazie alle proprie forze, ma
dovettero ricorrere all'aiuto di un semidio: Eracle,
figlio di Zeus e
di una mortale .
Tralasciando il senso mito/etimologico del monicker, il progetto
parte dall'idea
di Lorenzo Barabba Suminier (Basso). Con l'aiuto di Alessandro Caponera (chitarra solista)iniziano a scrivere i primi pezzi.
Successivamente con il contributo di Nicola Frate(Batteria) e Davide
Angelo pietrantoni(chitarra ritmica) si completa la parte
strumentale. Dopo varie ricerche riescono a trovare il nuovo
vocalist, ovvero Erwin, però alle volte non tutte le ciambelle
riescono col buco, quindi dopo poco Erwin decide di abbandonare il
progetto, permettendo a Davide di Sperimentare la propria voce per
la causa. Infatti successivamente Davide diventa la nuova voce dei
gigantomachia, mossa che si rivela azzeccata. I Gigantomachia suonano
un Death Metal melodico con testi epici prendendo ispirazione band
come Septic Flesh o i connazionali Flashgod Apokalypse.
“Atlas” distribuito dalla Agoge Records è un debut album di 41 minuti di puro death metal melodico non
troppo tirato ma che riesce a colpire l'ascoltatore con il suo ottimo
impatto.
Infatti
brani come la opener “The eye of the Cyclop” ne è l'esempio,
riff di chitarra devastanti ma non troppo veloci che denotano
un'ottima personalità e affiatamento, soprattutto il duo Caponera –
Pietrantoni che promette scintille, infatti il brano mantiene le premesse ed ha un ottimo impatto sonoro; così posso
citare altre occasioni come"”Liberate
the Titans “ dotato di un buon refrain,
la drammatica ed epica “immortal” o la roboante “Leviathan”
che fa trasparire il vero talento della band che ancora però ha bisogno di
mostrare pienamente la propria artiglieria pesante, ma per questo c'è ancora tempo. Ottima la
produzione, partendo dal Guitar-Working fino al songwriting di buona
fattura per un debut album dove in genere ci si aspetta meno
attenzione sotto questo aspetto.
Infine
che dire di questo debutto? Un'occasione per ascoltare un album Death
metal melodico ed epico senza tanti fronzoli, una band che si è
buttata ufficialmente sul mercato discografico, un chitarrista che si è adattato alla voce in
maniera molto egregia, infatti il suo growl è uno dei punti di forza
di questo primo platter, così come il suo compagno di chitarra
Caponera, dove assieme ci sparano dei riff e assoli veramente di
buona qualità, seppur non dai ritmi frenetici dove su esso
dovrebbero lavorarci un pochino per migliorare il prodotto. Più
epicità e velocità nel sound renderebbe questa piccola macchina da
guerra un enorme ed epico Panzer spara riff, in grado di regalarci
delle sorprese molto gradite per chi ama il genere. “Atlas” è un
buon punto di partenza su cui lavorarci.
7.5
Tracklist:
Rise of Cyclop - Intro
Eye Of The Cyclop
Liberate The Titans
Immortal
Aldebaran
Abyss Leviathan
Leviathan
Atlas
Scilla e Cariddi
Line up:
Lorenzo Barabba Suminier ( Basso)
Nicola Frate ( Batteria)
Alessandro Caponera ( Chitarra)
Davide Angelo Pietrantoni ( Chitarra, Voce)
A cura di:
Michele Puma Palamidessi


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