29 marzo 2018

Genus Ordinis Dei - Great Olden Dynasty

Siete alla ricerca di un album imponente che può farti sentire onorato della nostra scena metal? Siete alla ricerca di un platter che mischia abilmente un magniloquente e feroce Death metal con  delle pompose ed ispirate orchestrazioni ? Siete  capitati nella recensione giusta perchè "Great Olden Dynasty" è  tutto quello che può desiderare un qualunque fan del genere. Qui c'è tutto; magniloquenza, Potenza e violenza, il tutto legato in un vorticoso ma ispiratissimo connubio Symphonic Death Metal. 

I Genus Ordinis Dei nascono a Crema nell'ormai lontano 2009 ed hanno già alle spalle un ottimo debutto discografico nel 2013 con "The Middle".  Tre anni più tardi ritornano in studio per registrare l'EP dal titolo omonimo. Nel 2017  i nostri tornano nuovamente sul mercato con un nuovo Full-Lenght Prodotto da Simone Mularoni ai Domination Studio e distribuito da "Eclipse Records".

L'album strabiglia l'ascoltatore fin dalla opener "The Unleashed" o della seguente "You Die in Rome", entrambe dotate di riff taglienti che ricordano addirittura gli americani  Lamb Of God, esso si incastona a meraviglia con la pomposa colonna sinfonica degna dei migliori Dimmu Borgir. Guitar Working di spessore e sound veramente di alto livello, nulla da invidiare a band più famose; cito la dinamica "Morten" con tanto di pianoforte,  si tratta di un brano che inizialmente ricorda una ballad metal ma poi si trasforma progressivamente in un pezzo imponente  di assoluto spessore, dotato di una forte espressività, il pianoforte riesce a dare una maggiore incisività e qualità al brano rendendolo uno dei migliori episodi della tracklist per la sua unicità; "The Flemish Obituary” vede  i nostri  ancora in forte ispirazione  e in questo caso si concedono a sonorità più  neo prog dando un'atmosfera molto suadente  al prodotto, "ID 1340" invece  è il  pezzo  più diretto e  Death metal di tutta la tracklist, sonorità meno ricercate ma pur sempre feroce  e graffiante. Come non citare "Salem"  che vede come ospite d'eccezione la  stupenda Cristina Scabbia, cantante dei Lacuna Coil, attualmente anche giudice del talent show "The Voice".  "Salem" ha il piglio di un tipico brano  Melodic Death Metal dotato di chorus davvero  niente male, soprattutto se alla voce c'è un'ospite di valore che aggiunge più epicità al brano stesso.

"Great Olden Dynasty" è potente come una gigantesca bomba H, spazza via tutto ciò che incontra, con il suo muro sonoro fatto di Potenza, Violenza  e magniloquenza sinfonica si candida ad essere  una delle migliori uscite italiane se non la migliore degli ultimi anni. Un album di cui potersi vantare, dotato di una grandissima ed espressiva creatività a livello compositivo, un album che non ha niente  da invidiare a band già più famose come i nostrani Flashgod Apokalypse o i norvegesi Dimmu Borgir. Questo  quartetto molto probabilmente di questo passo  tra non molto tempo li vedremo calcare i grandi palchi europei; un sogno ? un utopia? questo album  semplicemente è la risposta ad ogni dubbio. I Genus Ordinis Dei sono  la prova che il metal italiano è vivo ed è pieno di artisti eccellenti dal talento innato. Un  vero orgoglio.

Rate: 9/10

Tracklist:
1. The Unleashed
2. You Die In Roma
3. Cold Water
4. The Flemish Obituary
5. Sanctuary Burns
6. Morten
7. ID 13401
8. Halls of Human Delights
9. Salem (featuring Cristina Scabbia)
10.Greyhouse

Line-up:
Nick K – vocals & guitars
Tommy Mastermind – guitars & orchestra
Steven F. Olda – bass
Richard Meiz – drums



A cura di:
Michele Puma Palamidessi

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