Mistheria - Gemini
Il disco di cui state per leggere la recensione è “Gemini”, sesta e ultima (almeno per il momento) fatica in
studio di Giuseppe Iampieri, aka Mistheria.
Il musicista italiano ha davvero girato il mondo, e ha avuto l’immenso piacere e onore di collaborare con
musicisti internazionali di tuttissimo rispetto (uno su tutti, Bruce Dickinson). Eccolo nuovamente qui dopo
sei anni, pronto a inondarci con il suo neoclassicismo e la sua tecnica sopraffina.
Ad aprire le danze è “Hands of Fire”, una canzone che mi ha riportato subito alla mente i più classici
Rhapsody of Fire (e anche qualcosa del “nuovo” Luca Turilli). “Angels in the Shadow” continua quanto fatto
dalla prima canzone, donandoci qualche atmosfera Rhapsodiana senza però aggiungere nulla di nuovo. Ma
siamo ancora alla seconda canzone del disco, che accellera con “Fight of the Bumblebee”, pezzo molto più
pesante e tirato, in cui si fanno notare molto piacevolmente dei cori che rendono il tutto molto epico e
imponente. “Moonlight Sonata” rallenta il ritmo, facendoci entrare in atmosfere sognanti ed eteree, grazie
al suo incedere cadenzato e i suoi virtuosismi, messi questa volta a disposizione dell’ atmosfera, che diventa
ancora più leggera e sognante in “Air: The Day After”, una power ballad molto potente ed emozionale,
quasi commovente. Qui la mente parte, facendoci viaggiare per realtà che vorremmo fossero vere. Ma
ritorniamo a terra, ritorniamo nella nostra realtà con “Devil’s Step”, canzone che riprende il discorso
iniziato dalla prima canzone del disco, con il suo neoclassicismo e i suoi virtuosismi di stampo classico.
“Prayer to God” spezza letteralmente il disco in due, grazie al suo essere composta soltanto da un lungo
assolo di tastiera, sostenuto da qualche coro ed effetto di synth, rendendo l’ascolto nuovamente
interessante, vista la ripetitività del precedente brano. La successiva “Prog Fantasy” è il classico e canonico
componimento neoclassico, una canzone che scorre via senza troppe pretese e senza catturare molto
l’attenzione dell’ascoltatore, se non per un meraviglioso intermezzo di batteria e pianoforte.
Da qui in avanti il disco si concentra maggiormente sull’aspetto sinfonico e classico del suo essere,
mettendo leggermente da parte virtuosismi varii in favore di maggiore atmosfera e bellezza. Pezzi come
“Falling Stars” e “Adagio in G Minor” sono dei piaceri assoluti per le orecchie, pezzi che rimangono subito in
testa per la loro bellezza e meraviglia. Un piccolo pattern di batteria ci avvisa che siamo giunti alla fine del
disco: “Metal Piano Sonata, Op13” fa calare il sipario, ma lo fa in pompa magna: quasi 10 minuti di puro
tecnicismo e virtuosismo, unito a elementi sinfonici e cori rendendo questo pezzo il degno riassunto di
tutto il disco, come fossero dei titoli di coda, in cui vediamo scorrere tutto quello di cui il disco è fatto.
“Gemini” è un disco che ogni buon fan e adoratore del Neoclassicismo deve ascoltare e fare suo,
nonostante qualche passaggio ripetitivo e qualche pezzo difficile da assimilare. Con una batteria di qualche
BPM sotto sarebbe stato senza dubbio un capolavoro.
Rate: 7,5/10
Tracklist
01 – Hands Of Fire
02 – Angels In The Shadow
03 – Fight Of The Bumblebee
04 – Moonlight Sonata
05 – Air “The Day After”
06 – Devil’s Step
07 – Prayer To God
08 – Prog Fantasy
09 – Falling Stars
10 – My Dear Chopin
11 – Asturias
12 – Adagio in G minor
13 – Metal Piano Sonata op.13
Line-up
Mistheria – music, arrangements, keyboards
Roger Staffelbach – guitar
Leonardo Porcheddu – guitar
Ivan Mihaljevic – guitar
Steve Di Giorgio – bass
Dino Fiorenza – bass
John Macaluso – drums
Chris Caffery – guitar
Roy Z – guitar
A Cura di:
Antonio Rubino

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