Berserker - Dark Worlds Collide
“I Berserkir (dalla parola norrena,
al singolare Berserkr, talvolta anglicizzato Berserker) erano feroci
guerrieri scandinavi che avevano fatto giuramento al dio Odino, da
loro adorato nella sua forma di "Voden" (letteralmente
"furore"). Prima della battaglia entravano in uno stato
mentale di furia, detto berserksgangr, che li rendeva particolarmente
feroci e insensibili al dolore. Le fonti nordiche descrivono spesso
la condizione della berserksgangr con espressioni che al lettore
moderno suggeriscono l'idea di uno stato di trance, e che non hanno
mancato di suscitare tentativi di interpretazione di tipo psicologico
o neurologico.”
Dopo questa doverosa citazione tratta
dalla bellissima fonte che è Wikipedia, dovreste aver già compreso
di che cosa stiamo parlando…ma se non avete capito, ci penso io.
Infatti, la band che andrò a recensire si chiama proprio
“Berserker”.
Il sestetto nasce in una località
chiamata Vilnius, in Lituania, nel 2009. Dopo aver partecipato e
vinto ad una sorta di contest, i nostri decidono che era ora di fare
un album. Ed infatti arriva “Dark World Collide”, una raccolta di
8 brani di cui due sono degli intermezzi. Il disco esce nel 2016 per
la Sliptrick Records, ed è appunto il disco che dovrò recensire.
Sappiamo solo che la band si definisce “Melodic Metal”, ma ho
come il sentore che non sarà solo questo il genere che potremmo
ritrovarci.
“Intro” è giustamente, l’intro.
Titolo clamoroso, che descrive perfettamente l’intenzione del pezzo
strumentale d’apertura, che è una roba sinfonica orchestrale
epica, che aprirà al brano successivo ovvero la title-track; “Dark
World Collide”.
Si inizia con un approccio molto
Heavy/Power metal con un riffing deciso e compatto, accompagnato da
una sezione ritmica gradevole e ben incorporata nel sound. Ottimo il
tappeto di tastiere che tendono a donare corpo ad un sound già
interessante di suo. Buona la voce in clean ben mixata nel contesto
epico-sinfonico e metal quanto basta. Forse un po’ prevedibile
l’uso della voce in growl, tuttavia anche i lavori solisti hanno
una loro identità. “Odore di già sentito”, ma poco importa
poiché la proposta è più che sufficiente e nella reinterpretazione
del genere, i nostri ci riescono benissimo.
In “Warhell” i nostri mantengono un
approccio molto Heavy, questa volta orientato ad un Folk Metal
tendente all’epico- cavalleresco. Molto presente la componente
orchestrale e sinfonica del gruppo, che lascia in secondo piano una
ritmica serrata ed aggressiva. Bene le parti vocali che rendono onore
al sound proposto. Non manca una sezione più violenta,
caratterizzata dall’uso della voce in growl e dalla presenza di una
buona sezione solista. Dopo la sfuriata chitarristica, i nostri
tornano ad un approccio più melodico ed orchestrale. Nel complesso
si può dire che è una delle tracce più buone all’interno del
lavoro.
“Madness Machine” continua
sull’onda del precedente pezzo, con qualche vena epica in meno, ma
poco interessa al sottoscritto. Forte di un buon ritornello, questo
brano punta tutto su sezioni ritmiche spezza-collo e su accelerazioni
decisamente ben inserite in un contesto ben variegato. Buono
l’assolo, seppur già sentito mille volte in altri contesti e band
diverse, ma l’idea c’è e questo ci basta per essere un debut
album.
L’intenzione cambia con “The Day
Human Died”; di fatti i nostri ci presentano un melodic-death nella
norma, ma comunque gradevole se si pensa che finora il Death non era
nemmeno contemplato nell’ascolto. Interessante l’intreccio tra la
voce in clean ed il growl a mio avviso, che non sempre riesce ad
essere originale. Assolo tecnico e melodico al contempo, buone idee
ben curate…Ottimo.
Tuttavia la pacchia è finita, e ci si
imbatte in quella che pare una ballad intitolata “Wolf”. Gli
accordi e le melodie scelte sono molto “Maideniane” (e per quanto
odi i maiden apprezzo le band che reinterpretano la loro lezione). Un
approccio più Gothic/Alternative è sicuramente stato intrapreso,
specie nel ritornello. Sebbene sia bellissima e melodica la ballad,
siccome è poco varia, potrebbe non entusiasmare… ma vabbè, dai.
Nel complesso ci può anche stare, fatta eccezione per l’assolo più
curato e decisamente più interessante dell’intero disco, un vero
gioiello all’interno di un brano che a dirla tutta potrebbe
stancare. Però non si può avere tutto da una band.
Siamo quasi arrivati alla fine di
questo epico viaggio, in realtà ammetto di essere un po’
dispiaciuto perché mi stava entusiasmando l’idea di diventare un
vichingo barbuto pieno di idromele ed armato di asce. Ma questo ci
tocca: così “Prelude” ci porta alla fine, ovvero “Viking
Ship”.
L’ultima traccia è caratterizzata da
una sezione ritmica fulminea e demolitrice. Il Sound corposo
fuoriesce dall’impianto con ferocia e decisione. I nostri si
scatenano in una furia omicida e devastante, alternata ad un balletto
(si avete capito bene), una sezione più melodica e sinfonica sul
quale potreste ballarci sopra una roba tradizionale, credo. Assolo di
chitarra già sentito ma perfettamente incastonato, e grazie ad un
ritornello orecchiabile, questo pezzo riesce a chiudere perfettamente
il disco.
Che dire, la band lituana ci sa fare ed
anche parecchio. Personalmente credo che potrei comprare anche il CD.
Bella prova, bel disco…Interessante ma ancora un po’ acerbo, però
questo è il sound dei Berserker.
Voto: 70/100
A cura di:
Matteo Perazzoni

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