13 luglio 2016

Sxuperion - Cosmic Void


Label: Bloody Mountain Records
Uscita: 30 Aprile 2016
Genere: Death/Black Metal
Durata: 35 minuti
Nazione: U.S.A.


 Lord Sxuperion è un polistrumentista di Mammoth Lakes, una zona montana in California vicina al confine col Nevada. Oltre alle esperienze da batterista dei Valdur e nei Weverin, il nostro musicista si dedica al suo progetto solista death/black Sxuperion, sfornando due demo nel 2003 e 2004. Dopo qualche anno senza novità, il progetto torna nel 2011 e inizia a sfornare musica praticamente ogni anno: in 4 anni escono 3 EP, 2 Full-Lenght e uno split album con i Verräter. In questo 2016 è uscito il terzo full-lenght “Cosmic Void” (il primo in cui Lord si presenta semplicemente come Matthew), disco che vi introdurrò ora.
La prima delle 5 tracce è “Ardent Hymns Accumulating”, che si presenta a noi con un vero e proprio muro sonoro! Batteria e basso tengono un ritmo incalzante e la chitarra si lancia in lunghi accordi. Il cantato in growl raggiunge note incredibilmente basse. Qui si capisce già cosa intende Matthew con Death/Black: infatti le sonorità sono tipicamente da atmosfere black, accompagnate però da ritmiche incessanti molto death. Di colpo la musica lascia lo spazio ad un effetto pioggia che fa da accompagnamento ad un coro quasi gregoriano. Alla fine di questo intermezzo si torna sulla falsariga dell’inizio fino alla fine del brano. Davvero una piacevole sorpresa questa canzone.
“Irreligious Cosmic Void” parte in sordina… per scatenarsi dopo pochi secondi! Bisogna ammettere che i rintocchi di campana sono piuttosto inquietanti, ma vengono presto “nascosti” da un bel growl aggressivo. La musica non presenta gran elementi tecnici, ma è sicuramente d’impatto. Il cantato riveste una parte ben più principale nell’economia del brano rispetto al precedente, però dopo la sorpresa del coro, anche in questa canzone ci si aspetta qualche chicca che però non è presente. Molto rilassante il finale.
Il terzo pezzo è “Prime Calignosity (Disharmony in the Empryrean Kingdom)” e si ritorna al muro sonoro. Una vera scarica di potenza musicale! Soprattutto la chitarra, in mezzo agli ormai classici lunghi accordi, si lancia in lampi di tecnica di due secondi. Il cantato è già molto meno presente e si comporta quasi come uno strumento musicale aggiuntivo. Al sesto minuto però la situazione cambia, ritorna la mazzata del muro sonoro anticipata da un bel elemento “tecnico” di chitarra. Una bella botta di vita in una canzone che si stava spegnendo, purtroppo, quasi per inerzia.
Passiamo a “Crepuscule Devout Whore”, la quarta traccia. L’intro è un solo di batteria che sfocia nella violenza delle note di chitarra e basso. Il growl resta in sottofondo con un po’ di riverbero ad accentuarne la componente tetra. Dopo due minuti alquanto monotoni, spunta una nuova sorpresa: prende la scena una melodia suonata da un violoncello (o simile) e un ritmo sordo e incessante. Dopo i 4 minuti delle urla lancinanti interrompono la pace e si torna alla violenza musicale!
Siamo giunti all’ultima traccia “From All That Is Not”, che inizia con effetti che ricordano vagamente i viaggi intergalattici dei film. Quando arriva la musica si entra in piena atmosfera black. Il growl è effettato con un riverbero piuttosto importante. Siamo sicuramente di fronte alla canzone più cupa della release. Le variazioni sono ben poche, ma nonostante ciò l’atmosfera non scema mai. Attorno al quinto minuto incontriamo l’unico solo di chitarra che possa definirsi tale di tutto l’album.
Alla fine della storia, “Cosmic Void” non è sicuramente un album che lascia il segno, gli spunti tecnici sono veramente pochi, ma le variazioni sul tema che troviamo in alcune canzoni sono piuttosto godibili. In fin dei conti è un buon lavoro e si merita un ascolto. Adatto a chi cerca una buona dose di atmosfere tetre senza però ritrovarsi invischiato in eccessi di tecnicismi. 


Voto: 7,5/10

Robin Bagnolati

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