12 novembre 2015

( Angolo della riflessione) Underground, non è solo sinonimo di positività

(Post scritto appositamente in maniera più semplice e provocatoria, infondo è una riflessione personale )

Da non molti giorni ad oggi, leggendo sul FB dei post abbastanza interessanti da parte di pochissimi appassionati di questa musica che è il Metal, ho iniziato ad elaborare delle teorie secondo le quali moltissimi presunti esperti che dicono di sapere come si muove la scena metal attuale, in realtà non ne sanno moltissimo. Infatti da troppo tempo il metallaro è uno di quelli che non si gode il vinile, che non compra il disco della propria band preferita, bensì si sorbisce millemila gruppi sconosciuti su youtube e scarica a rotta di collo perché tanto di quelle millemila band ascolterà probabilmente un decimo del materiale realmente scaricato.
Ammetto che per un periodo anche il sottoscritto si è mosso cosi, tanto è vero che se non fosse stato per internet non avrei mai conosciuto come il metal. Ma va bene, quando hai intorno ai quindici o sedici anni, hai voglia di esplorare e conoscere appunto.
Il problema purtroppo però viene quando il metallaro o presunto tale, non supporta la scena metal con l’unico modo concreto: i soldi. Perché cosa importa, alla band di turno, che tu la spammi a ruota libera sul gruppo FB anch’esso pieno di band come la suddetta?
Importa assolutamente nulla. Perché tu mi fai un sacco di divulgazione ma non aiuti concretamente la band, attraverso acquisto di merch, di dischi, non ci vai ai concerti di un gruppo dell’entroterra russo sperduto nella tundra che ha fatto un solo EP registrato malissimo in una cantina attrezzata a studio.
Ci calano dall’alto di Youtube millemila gruppi sconosciuti; ma io mi pongo una domanda. Ma se sono sconosciuti anche dagli appassionati più infognati, io credo che non siano questi grandi fenomeni. E non lo sono nemmeno tra vent’anni, se tu gli dai solo quel fottuto attimo di gloria su Facebook.
Basti pensare a quante band underground esistono, ma non è che siano underground per colpa solo nostra, intendiamoci. E’ probabilmente una questione di approccio al mercato musicale, dico io. Esistono tantissime band che hanno investito soldi e tempo per fare dei dischi di qualità molto discutibile, ed adesso vi lamentate del fatto che non sono note.
Ora arriva la più grande incoerenza del metallaro, e ci metto di mezzo anche il sottoscritto, per una questione di umiltà: vogliamo le band fighe, ma supportiamo un underground di band scarse, che una volta finanziate dovrebbero essere fighe. Ora, se ci son band valide nell' underground questo sta a voi stessi dirlo (qui uno vale uno sia chiaro); però la qualità effettiva di un gruppo non si misura con la notorietà sui social.
Perché alla fine il sogno di tutte le band è sfondare,  se io esco in contemporanea con altre dieci band, l’ascoltatore deve per forza far valere una su quelle dieci. Non è complesso da capire, che se io esalto qualitativamente tutte le dieci band dando dei voti altissimi nelle recensioni, o facendo capire ad altri ascoltatori che queste dieci band sono delle rivelazioni, in realtà non sto valorizzando nessuno dei gruppi.
Ma questa è una conseguenza logica del fatto che non tutti si chiamano Hendrix, e che non tutti hanno queste immense capacità compositive, che molte persone elogiano.
Io non è che sono un musicista affermato, oppure un Jeff Loomis che ha le competenze necessarie per asfaltarmi il sedere a me, ed anche a voi; però con un po’ di intelligenza, orecchio critico e la giusta cruda realtà dei fatti che non significa essere dei “trve” chiusi di mente, ma significa appunto riconoscere effettivo merito alle band che hanno spaccato, e che continuano a spaccare nonostante tutto, si riesce a capire qual è la differenza abissale tra i gruppi osannati nell’underground ed i gruppi ormai noti  a chiunque.
Spiego la differenza tra gruppo underground e gruppo forte ma poco noto, perché è di questo che si parla. Un gruppo underground non è né carne né pesce semplicemente perché è nell’underground e lo conoscono in quattro gatti sparsi nel mondo, a prescindere dal tipo di musica proposta. Invece il gruppo poco noto, è quello che dovremmo valorizzare: cioè è una band valida, sormontata da altre band magari peggiori di codesta band citata. Un esempio moderno, tra tutti sono i nostrani Witchwood o sempre i nostrani In Aevum Agere. Delle band di questo tipo, sono valide a tutti gli effetti. Ma mica perché lo dico io, perché col tempo si è dimostrata la qualità, band di questo tipo vengono riprese negli articoli di gente da tutta Europa.
Quindi secondo me ci vorrebbe più meritocrazia in questa scena, se così vogliamo definirla. Anche perché, si sa che non tutte le ciambelle escono con il buco, e c’è gente che si ostina a credere che debbano uscire per forza degli ottimi lavori da parte di chiunque.

Ci tengo inoltre a specificare che le band da citate come valide sono state messe qui a scopo dimostrativo, non sto facendo pubblicità a questi gruppi.


A Cura di:
Matteo Perazzoni

2 commenti:

  1. Andrea Pozzetti12 novembre 2015 06:15

    Ciao Matteo,
    secondo me l'underground è più un'attitudine... mi spiego meglio... Partendo dall'assunto che qualsiasi band suona per provare a sfondare, o almeno per provare a raggiungere uno status soddisfacentemente remunerativo per poter continuare senza doversi sfaciare dopo un demo o due (autofinanziati) per mancanza di money, il gruppo underground a prescindere da discorsi commerciali tende sempre e comunque a proporre una produzione indirizzata a un preciso target di metallari, e non alla massa a cui possono piacere cose più mainstream... per massa non intendo una massa informe, un blob, ma la platea dei metallari rivolti ai generi più commerciali e commerciabili... Il gruppo poco conosciuto è solamente un gruppo che può appartenere a qualsiasi genere e che se farà proposte valide probabilmente uscurà dall'anonimato e riuscirà anche ad andare avanti... Quindi gruppo underground è quello che decide di stare dentro una certa nicchia e da lì difficilmente si muove, gruppo poco conosciuto non vuol dire che necessariamente sia anche underground... Definire una scena italiana è impresa ardua e non sò se realizzabile, principalmente perchè non esiste, non è mai esistita e forse non esisterà mai... nei 3 decenni passati ci sono state delle parvenze di scene (Genova, Milano, Roma, Puglia, Sicilia per dire le principali) ma mai un filo conduttore comune che attraversasse lo stivale da nord a sud come è avvenuto in altri paesi europei... I motivi si possono cercare in tante argomentazioni che sarebbe lungo elencare, ma la realtà è questa da sempre... Forse, ma è quella che mi viene in mente in questo momento, la comparsa di internet, i social, i formati digitali e la possibilità di avere tutto a portatat di un clik ha contribuito a far si che la gente sia diventata col tempo molto meno attiva nel promuovere le band underground rispetto ad esempio a quello che erano gli anni '80 e buona parte dei '90... la gente adesso si deve sbattere molto meno per conoscere i gruppi cosiddetti di nicchia, mentre una volta era un discorso completamente diverso... ma credo che questo sia il destino di ogni cosa, quello di farsi prendere dentro al tritacarne di internet che sarà forse comodo, ma atrofizza irrimediabilmente i cervelli con le conseguenze nefaste a cui assitiamo tutti i giorni... Ciao Matteo

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  2. Matteo perazzoni12 novembre 2015 06:38

    In parte, Andrea, ti sei dato una risposta da solo. Io vedo moltissimi gruppi in giro su Internet, e poi non si compra più il reale disco alle band perchè sono troppe. Sintetizzando il concetto, cerchiamo di acquistare i dischi di chi ci piace, e cerchiamo anche di valorizzare chi (secondo noi) è un pochino più meritevole di altri. Perchè appunto non si può comprare tutto. Allora questo è un investimento, investiamo su qualcosa che secondo noi può far successo e portare avanti il concetto di "Qualità", che si sta abbassando da quando tutti possono prendere in mano uno strumento e dire "Facciamo metal". E' molto complesso, ma è una visione un pò realistica dei fatti! Anche se concordo in parte con il tuo discorso, sia chiaro.

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