11 marzo 2014

The Classics: Death SS - Heavy Demons


Dopo l'eclettico successo di "black mass" nel 1989 i Death SS rivoluzionano ancora una volta la loro formazione; Jason Minelli e Al Priest alle chitarre, Andy Barrington al basso e il forte Ross Lukather alla batteria; quindi, freschi della nuova formazione, i nostri ritornano con un nuovo ed importante album, ovvero "Heavy Demons", un full-lenght che mostra un vero connubio tra un potente e graffiante heavy metal di inizio anni '90 e l'horror metal che già si sentiva nei precedenti album e cosa viene fuori? Un capolavoro, l'album della consacrazione definitiva per la band nostrana.

Introdotto da un'intro oscura se non al limite dell'esoterico, ovvero Walpurghisnacht recitata niente meno che dall'attore londinese Oliver Reed ( Il Gladiatore), una intro perfetta in pieno stile horror che anticipa la prima bordata sonora, mi riferisco alla stupenda “Where Have You Gone” e alla title track, vero cavallo di battaglia della band. Passando per la semi ballad “Family Vault” e alla oscura ed atmosferica "Lilith" finiamo con l'imbatterci nella potentissima e molto priestiniana "Peace of Mind", una canzone da puro headbagging, il tipico pezzo che sa scaldare anche la platea più fredda con un heavy metal molto potente che ricorda come precedentemente ho citato i Judas Priest. Dopo un turbine di fuoco e metallo si arriva all'arcana e mistica "Way To Power", pezzo veramente meno tirato dei precedenti brani nel quale ci si accorge che i nostri sono capaci di farci emozionare anche con pezzi meno aggressivi cavandosela in maniera abbastanza egregia.

Dopo un coro sinistro parte la bellissima " Baphomet", altro cavallo di battaglia, partendo da un riff iniziale che ricorda molto gli Iron Maiden per poi scatenarsi nella parte dell’assolo, segnalo soprattutto altri riecheggi priestiniani per quanto riguarda il comparto drumming. Inoltre in questo pezzo partecipa anche Morby ai tempi cantante dei "Sabotage" e attualmente in forza nei "Domine", ma dopo un altro giro di chitarre si arriva al classicone dei classiconi, ovvero " Inquisitor", vero pezzo monumentale che ha dei vari cambi tempo con un Steve Sylvester veramente sugli scudi rispetto al pezzo proposto nei primi anni '80, ovvero quando c'era Sanctis Ghoram alla voce, un classico imprescindibile che spazia dall'heavy metal classico ed esoterico avvicinandosi addirittura al doom. Dopodiché si passa alla buona "templar's Revenge" e all'altrettanto ottima "All'souls Day" finendo l'album nella strumentale Sorcerous Valley (Back To The Real), un pezzo mistico ed oscuro che riprende l'intro iniziale, un ottimo outro per un grandissimo album come questo "Heavy demons".

Inoltre ricordo che la versione rimasterizzata dell'album contiene una cover di “Death Walks Behind You” degli Atomic Rooster ed una versione remixata di “Where Have You Gone” ( preferendo l'originale di gran lunga) e l’esecuzione live di “Horrible Eyes” e per finire la bonus track inedita, ovvero la bella “Thrill Seeker" dove la parte iniziale parte con una sorta di menestrello medievale che viene interrotto da una voce demoniaca proveniente dall'oltretomba finendo per forgiare un buon pezzo heavy, ovviamente in pieno stile Death ss.

Conclusioni finali? "Heavy demons" è uno dei più grandi album metal che il nostro paese abbia mai sfornato, un classico che sicuramente rimarrà nella storia; nella tracklist ci sono pezzi veramente convincenti se non memorabili, un album che non annoierà mai, super consigliato a chi vuole avvicinarsi a questa band straordinaria. Erano gli anni in cui la moda Grunge prendeva piede ma da questo lavoro si comprende che la musica metal era ancora viva seppur in maniera diversa e meno invasiva che negli anni '80; da avere assolutamente nelle proprie collezioni.


  
                                  VOTO: 9,5/10                          

A cura di:
Michele Puma Palamidessi








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