24 settembre 2013

(Short Review) Avenged Sevenfold - Hail To The King



È veramente la prima volta che faccio una breve riesamina sul nuovo album di una band molto attuale e controversa come gli Avenged Sevenfold. Ammetto, la prima volta che li vidi al Gods Of Metal 2008 ero uno di quelli che li fischiava e al primo impatto non si mostravano molto simpatici, avendo un atteggiamento abbastanza arrogante verso il pubblico (purtroppo spesso ostile nei loro confronti). Nel 2009 arrivò la brutta notizia della morte del batterista se non Cofondatore della band stessa  James "Jimmy" Owen Sullivan, in arte The Rev. Piano piano la band ha cominciato ad interessarmi, ho ascoltato i singoli e lentamente ho iniziato ad apprezzarli, alla fine sono arrivato ad una piccola conclusione, gli A7X Sono una buona band che fanno un genere abbastanza ibrido che spazia tra il metalcore e l'hard'n'heavy, producendo degli ottimi album come City Of Evil o Waken The Fallen.

Parlando del nuovo Full Lenght ovvero Hail To The King posso, a primo impatto, accorgermi  che rispetto all'album precedente c'è maggiore diffusione di riff abbastanza bombastici e di una maggiore quantità tecnica soprattutto che vede i due  chitarristi Synyster Gates e Zacky Vengeance molto ispirati. L'album parte bene con degli ottimi pezzi tipo Shepherd of Fire, la omonima Hail To The King (singolo) o This Mean War (sad bat true? ) imbattendoci successivamente nel bellissimo pezzo "Requiem" (il picco massimo di questo full-lenght) inserendo nel loro sound oscuro anche reminiscenze orchestrali con frasi in latino che abbelliscono ed aumentano l'atmosfera del pezzo stesso,  ma come in ogni picco c'è anche una breve fase discendente, dopo la ballad Crimson day (carina ma niente di esaltante) è il turno della insipida Heretic e riprendendosi successivamente con la buona "coming home", l'album si conclude con due pezzi egregi, da annotare la bellissima ballad  Acid Rain che conclude l'album veramente nel migliore dei modi.

Che dire, Hail to The King è un buon album, oscuro, potente, erano anni che non sentivo un album così ispirato, non lo reputo un capolavoro, assolutamente, ma come l'inizio di un nuovo ciclo dopo la dipartita del compianto The Rev.
Bentornati A7X, questo album rimarrà per molto tempo nel mio lettore CD

"Prodigia comploratus 
 Silens, oro 
 Regnet exitium"


VOTO: 7,5


a cura di:
Michele puma palamidessi

3 commenti:

  1. bella mini recensione

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  2. Ciao! Come mai hai tolto l'articolo sul Gods 2014? Di cosa parlava?

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  3. Ciao, beh avevo postato un "teaser" del trailer dell'evento che era pubblicato in un fantomatico canale, era abbastanza realistico, ma successivamente sono stato contattato dagli organizzatori e ho capito che quel trailer non era vero e ci avevo fatto un post apposito sicchè niente di niente, Falso allarme, comunque appena so qualcosa posto immediatamente :)

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